L’Università della Calabria non ha più un ufficio stampa. Una scelta, quella del rettore Gino Mirocle Crisci, che suscita perplessità nel movimento “Giornalisti d’Azione” e nel gruppo di giornalisti “Senza Bavaglio”, una componente di Stampa Romana. E proprio “Senza Bavaglio” ha diramato una nota in cui si stigmatizza la decisione assunta all’Unical. “Ciò che lascia perplessi – è scritto nella nota del gruppo guidato da Massimo Alberizzi – non è la sostituzione di chi finora se n’è occupato, decisione accettabile quando adeguatamente motivata, ma l’eliminazione della struttura deputata ad occuparsi della comunicazione istituzionale e, perciò, posta al servizio dell’università. Una decisione cervellotica e sorprendente, che sembra rientrare più nella categoria, purtroppo molto diffusa, delle determinazioni concepite per punire qualcuno o qualcosa, piuttosto che rispondere a criteri e logiche “aziendali. Il decreto con il quale l’Ufficio Stampa dell’Unical viene cancellato – continua la nota di “Senza Bavaglio” – presenta vistose contraddizioni e forzature evidenti. Mentre, da un lato, si afferma che la sua costituzione non è un obbligo delle pubbliche amministrazioni, e dunque anche per l’Unical (ignorando completamente quanto è successo nel nostro Paese dal 2000 in poi, dopo l’approvazione della legge 150 e del suo regolamento di esecuzione); dall’altro si sottolinea l’importanza del Portavoce“con compiti di diretta collaborazione ai fini dei rapporti di carattere politico-istituzionale con gli organi di informazione”. Un’assurdità istituzionale e, soprattutto, un’inaccettabile sconfessione della lungimirante impostazione data dall’Ateneo nel 2008, a seguito di uno specifico concorso bandito per le attività di Relazioni esterne e Comunicazione, con la costituzione dell’intera filiera organizzativa/operativa (Ufficio Stampa, Urp, Rapporti istituzionali etc.) preposta a tali esigenze. Un modello organizzativo, che ha peraltro rappresentato un unicum nel sistema universitario italiano, grazie al quale l’ateneo era riuscito a costituire un Ufficio stampa con professionisti (interni) di comprovata competenza ed esperienza. Lo smantellamento dell’Ufficio Stampa – sottolinea la componente di Stampa Romana – è, purtroppo, avvenuto nel silenzio delle organizzazioni sindacali e del sindacato dei giornalisti della Calabria. Un atteggiamento sorprendente, vista la gravità del decreto e la superficialità con cui il rettore e il direttore generale dell’ateneo hanno proceduto, eliminando un presidio fondamentale anche per assicurare nei collegamenti con gli organi di informazione il massimo grado di trasparenza, chiarezza e tempestività delle comunicazioni, in tutte le materie di interesse dell’amministrazione”.