Scrivere un articolo di giornale, un pezzo per la televisione, per la radio o per il web non è come scrivere un tema. Esiste una tecnica ben precisa, dei linguaggi, uno per ciascun media, che un giornalista impara studiando all’università o nelle scuole di giornalismo o lavorando in una Redazione. Esistono delle regole per individuare la notizia in un fatto. Pensare che un docente  di italiano possa veramente  trasmettere delle conoscenze di tecnica giornalistica a degli studenti è follia. A meno che il docente abbia una trascorso come giornalista in una Redazione o abbia compiuto studi appositi. È come dire che si possa insegnare anche medicina o legge soltanto perché si sa scrivere e parlare e leggere in corretto, sintatticamente, italiano, e si conoscano alla perfezione Dante, Manzoni, Eco. Sembrerà banale quanto scriviamo eppure questo concetto pare sia estraneo a moltissime scuole della Calabria (e non solo). Si badi bene, non abbiamo nulla contro gli insegnanti di italiano, ma siamo fortemente convinti che per insegnare giornalismo ci voglia un giornalista o un docente di tecniche giornalistiche. Del resto le scuole in cui abbiamo svolto, nell’anno scolastico appena trascorso, i nostri laboratori di giornalismo, i dirigenti e i docenti hanno potuto constatare e certificare la differenza sostanziale. E ne sono rimasti entusiasti tanto da confermare l’impegno anche per il prossimo anno scolastico. Ora, questo non significa che deve essere necessariamente il movimento “Giornalisti d’Azione” a tenere i  corsi. In Calabria ci sono, al 31 dicembre 2016, ben 3030 giornalisti, tra professionisti e pubblicisti. Ebbene, noi suggeriamo alle scuole di prevedere l’iscrizione agli albi per i corsi di giornalismo,  e non richiedere la figura del docente di italiano. L’optimum, in verità, sarebbe mettere assieme l’insegnante di italiano ed il giornalista. Allora sì che si offrirebbe un servizio utile e funzionale agli studenti. Per questo motivo, per cercare di spiegare la differenza sostanziale e i diversi effetti sull’apprendimento che produce negli studenti  l’insegnamento curato da un giornalista, il nostro movimento è in procinto di spedire delle lettere a tutti i dirigenti delle scuole superiori della Calabria. “Nei progetti inerenti al giornalismo, occorre – dice Mario Tursi Prato, presidente di “Giornalisti d’Azione” – lavorare per far nascere una nuova cultura in alcune scuole, che superi ed aborri le clientele, in quei casi in cui esistono o s’intravvedono,  e che pensi realmente al bene degli studenti, alla loro concreta formazione”.