I programmi di informazione radiofonica (giornali radio o programmi di approfondimento) debbono sottostare ad alcune regole fondamentali che un famoso direttore del Giornale Radio così enunciava:
– “…bisogna tener conto che il lettore dei giornali stampati può saltare le notizie che non lo attraggono, mentre l’ascoltatore della radio è costretto ad ascoltarle tutte di fila per non perdere quelle che lo interessano..”
“Per questo le notizie debbono essere redatte con:
– chiarezza, che vuol dire sfrondare il testo dalle parole inutili, essere semplici, concisi;
– sobrietà, che vuol dire evitare i troppi incisi, le digressioni, gli aggettivi superflui, i superlativi;
– incisività, che vuol dire essere precisi, penetranti. Ricordarsi che l’ascoltatore, al contrario del lettore, non può tornare indietro e rileggere quello che, lì per lì, non ha capito. Occorre poi ricordare che si stanno leggendo notizie alla radio o alla televisione e quindi è indispensabile fare l’esatto contrario di quanto ci hanno insegnato a scuola a proposito delle ripetizioni di vocaboli. In una corretta informazione radiotelevisiva il soggetto deve essere ripetuto ad ogni inizio di frase. Occorre, infatti, non solo avere riguardo degli ascoltatori che si sono messi in ascolto quando il testo era già in lettura, ma anche di quelli ai quali il soggetto, per una qualsiasi ragione, può essere sfuggito”. Bisognerebbe anche limitare l’uso di parole straniere laddove esista un corrispondente termine italiano o quando il termine straniero non sia ancora entrato nell’uso corrente. Per esempio è inutile parlare di welfare se poi solo il 4 % degli ascoltatori è in grado di conoscerne il significato.