Gentili colleghi, a mio modesto parere la laurea non fa il professionista e l’esame di stato per giornalista professionista non garantisce la qualità di un giornalista (vi faccio una lista di quanti professionisti che hanno superato brillantemente l’esame di stato si potrebbe mandare al macero?). Però sono anche convinto che se si vuole dare una nuova dignità alla professione occorrano la laurea in giornalismo (anche se conosco decine di laureati che non sanno scrivere, ma anche tantissimi giornalisti professionisti che non sanno né scrivere né parlare) e serva, certo, l’esame di stato, e serva, certo, l’esperienza sul campo, sul “marciapiede”. Conosco professionisti che dovrebbero cambiare mestiere e pubblicisti che potrebbero dirigere il Corriere della Sera. A mio umilissimo parere ogni giornalista fa storia a sé, così come ogni medico, ogni ingegnere, eccetera. Ma, in qualche modo, bisognerebbe ridare dignità a questa professione, e l’unico sistema è quello di stabilire nuove regole e uniformarle a tutte le altre professioni: quindi, laurea in giornalismo, pratica sul campo, esame di stato serio e severissimo. Tenendo presente che, comunque, ovunque ci possono essere le raccomandazioni e le mediocrità che da esse discendono.