In tale direzione appare, a nostro avviso, opportuno ridurre drasticamente il numero dei Consiglieri nazionali, che oggi sono più di 150. Tagliare i costi di funzionamento, con rimborsi e diarie ridotti all’essenziale, evitando sprechi e turismo a spese dei colleghi. Diminuire fortemente la quota di iscrizione annuale per i giornalisti che non hanno un lavoro stabile e abbattere la “tassa” per gli esami di Stato. Passare al sistema proporzionale per l’elezione dei Consiglieri nazionali e regionali, a tutela delle minoranze, e all’utilizzo del voto elettronico, per favorire la partecipazione democratica dei colleghi. Limitare a non più di due consiliature consecutive il mandato per i Consiglieri nazionali e regionali. Rivedere l’accesso alla professione. Vigilare sulla dignità anche economica dei giornalisti freelance, attraverso la piena e immediata applicazione della legge sull’equo compenso. Sostenere la presenza di giornalisti negli Uffici Stampa, privati e pubblici, distinguendo meglio la figura professionale del Portavoce da quella dell’Addetto Stampa, combattendo le sempre più diffuse forme di abusivismo professionale.